I Nani

I Nani sono dei personaggi fantastici che fanno parte del mondo delle favole ma anche del mondo reale, da questo piccolo popolo c'è da imparare davvero un'infinità di cose, ed infatti essi vivevano nell'Europa settentrionale. Abitando rocce, caverne, terrapieni e perfino crepe dimenticate nelle fattorie e nei granai, i nani condividevano la vita ardua e rozza dei loro vicini contadini. Erano dediti alle arti magiche, e molto saggi nelle questioni legate alle stagioni e alla Terra. I oro nomi cambiavano da regione a regione. Nelle isole britanniche si chiamavano goblins, knacers e leperchauns, in Grmania Erdleute e Stillevolk, mentre gli scandinavi li indicavano con i nomi di trolls, bergfolk e huldrefolk.

I loro discendenti sulla terra, la loro abilità e la loro bassa statura erano universali. Essi condividevano anche un'altra caratteristica, suggerita dal termine tedesco " Stillevolk, ovvero gente tranquilla: erano una razza solitaria. Nonostante la vita dei nani fosse legata a quella della gente e dei contadini della stessa Terra, l'influenza reciproca era una sorta di cooperazione segreta e di ambigua monelleria.

La loro presenza era molto spesso evidente nel paesaggio o nell'alito del vento. Una macchia di vegetazione rigogliosa sul pendio erboso di una collina poteva indicare la presenza dei fuochi sotterranei della fucina o della fucina o della fornace di un nano, che riscaldava il suolo e accellerava la crescita della vegetazione. All'interno della terra, un suono leggero proveniente da una zona non scavata dai minatori umani rivelava l'attività di un gruppo di nani minatori. In Scandinavia, gli echi provenienti dai pendii montuosi erano noti in lingua norvegese con il termine dvergamal, "voce del nano". Si diceva che fossero i nani, per divertimento a creare gli echi, imitando qualsiasi suono raggiungesse il loro territorio.

I nani si erano uniti con i primi esseri umani in precedenza, ancora prima che i mortali aprissero gli occhi e iniziassero a dominare la nuova Terra. I nani delle Faroer rappresentavano una razza che aveva subito un lungo declino. erano vecchi come le rocce in cui abitavano, e da quell'antico legame con la Terra proveniva una saggezza concreta e una familiarità con i misteri della terra. Di quel loro passato restano numerosi vestigia: era noto che i nani a volte accumulavano nelle montagne e nelle grotte tesori antichi creati dai loro antenati, e che praticavano la magia da tempo immemorabile. Erano legati alla terra e da essa alimentati, dominavano gli elementi terrestri. I primi NANI non contavano donne fra di loro e riproducevano la propria razza creando nuovi nani dalla roccia. L'abilità con cui lavoravano il metallo e le gemme trovò applicazione ben oltre il loro regno sotterraneo: Gli dei scandinavi erano dediti alla guerra e al lusso e si rivolgevano ai nani per le armi e gli ornamenti.

Nonostante tutte le diversità i nani possono essere classificati in base alla loro attività e alle loro relazioni con gli esseri umani. Alcuni come o browines britannici e i massarioli italiani, erano poco più che servi, seppur capricciosi. Altri, come i leprechauns irlandesi, accumulavano tesori e quindi venivano perseguitati dagli umani. Altri come i berretti rossi, sanguinari della Scozia, erano persecutori, ma non perseguitati.

Un'antica tribù di nani viveva però lontano dagli uomini, era oggetto di curiosità, e raramente veniva vista . Erano i timidi pitikos delle isole della Grecia: Erano contadini minacciati ogni anni da stormi di gru migratorie affamate. Quando i grandi uccelli oscuravano il cielo i pitikos, alti come un piede, dirigevano il loro piccolo bestiame nelle grotte, poi prendevano le armi e allontanavano gli stormi.

Il massariolo: veniva chiamato piccolo contadino dell'Italia nord-orientale, si occupava dei cavalli e dei buoi, li alimentava con grano migliore e ogni venerdì ne intrecciava le criniere e le code. Quando non era al pascolo, lo si poteva trovare nella cascina a fare gli occhi dioci alle belle signore giovani, poichè il massariolo era un donnaiolo impertinente.

Il kobold: era molto disponibile se trattato bene. Viveva nell'Europa settentrionale, era un domestico allegro, dedito al focolare e alla casa dei mortali. Creava però il caos se veniva ignorato o maltrattato dalla famiglia umana che aveva scelto.

Il cluricaune: era irlandese, un tipo solitario che trascorreva gran parte del suo tempo bevendo da solo nella cantina di casa e spaventava i servo disonesti che cercavano di fare altrettanto. Benchè sempre ubriaco vestiva con eleganza.

Il leprechaun: anch'esso irlandese, era incettatore di tesori e calzolaio, poteva essere rintracciato grazie all'incessante rumore del suo martello. A volte veniva catturato, ma nessun mortale riuscì mai a rubargli il suo oro leggendario: distraeva intelligentemente chi lo catturava e poi spariva in un soffio.

Il monaciello: o piccolo monaco di Napoli,aveva l'abitudine poco clericale di custodire tesoti nascosti, e quando desiderava fare il birichino pizzicava la gente e rubava i loro abiti. Poteva però arricchire chiunque fosse fortunato e furbo da rubargli il suo cappello rosso, poichè pur di riaverlo avrebbe barattato il suo tesoro,

Il wichtlein: abitava nelle miniere della Germania, faceva rotolare per gioco le pietre sui lavoratori umani, che interpretavano la presenza del nano come il segno dell'esistenza di abbondanti minerali. Simulava anche lavori rumorosi per avvertire i minatori di una catastrofe imminente.

Il boggart: era il brownie scozzese, che quando veniva maltrattato, solitamente pacifico, si trasformava in boggard, un ribelle cattivo. Distruggeva la casa degli umani, rubava il pane e il burro ai bambini, e in casi estremi terrorizzava interi quartieri. Coloro che cercavano di evitare le sue torture trasferendosi in altre zone non ci riuscivano mai, perchè il boggart si trasferiva con la sua famiglia nascondendosi nei vasi.

Il berretto rosso: era un nano terrificante dei confini della Scozia, noto anche come cresta rossa, abitava i castelli disabitati dove un tempo c'era stato un atto di violenza, e si arrampicava in cime alle torri per attaccare gli ignari viaggiatori. Il suo nome deriva dall'abitudine di intingere il berretto nel sangue caldo delle sue vittime. Si riteneva che potesse essere sconfitto con l'immagine della Croce: se un mortale poneva un crocifisso o una spada con l'elsa a croce davanti agli occhi del berretto rosso, la creatura spariva, lasciando solo un unghia simile a un artiglio.

 Mondo magico